| |
|
|
|
Amelia
Cittadina dell'Umbria, in
provincia di Terni; è situata a
370 m di quota, su un'altura che
sovrasta il torrente Grande, un
tributario del Tevere, in
posizione dominante le valli del
Tevere stesso e del suo affluente
Nera. L'origine di Amelia è
antichissima: fondata dagli umbri,
passò sotto gli etruschi, per
diventare poi un fiorente municipio
romano nel I secolo a.C. Scelta come
sede vescovile, a conferma della sua
importanza, nel IV secolo, fu però
distrutta nel 548, durante la guerra
greco-gotica. Si costituì come
libero comune nei secoli XII-XIV,
periodo che fu nuovamente di grande
splendore artistico. Inclusa nello
Stato Pontificio, passò infine sotto
il dominio della Chiesa. La
cittadina mantiene tratti ben
conservati della cinta originaria di
mura (VI-V secolo a.C.), utilizzate
per tutto il Medioevo; all'epoca
romana risale invece una cisterna a
più vani. Numerose e importanti sono
le testimonianze artistiche del
periodo comunale, alcune delle quali
però ristrutturate in forme
barocche: è il caso del Duomo,
originariamente romanico,
riedificato nel 1640 (è rimasto
invece intatto il campanile). Si
ricordano ancora la chiesa
duecentesca di San Francesco, con
bella facciata gotica ma anch’essa
con interno barocco, e la
trecentesca chiesa di Sant'Agostino.
Tra gli edifici civili, spiccano il
Palazzo Comunale, in cui si trova il
Museo archeologico, e il
rinascimentale Palazzo Farrattini,
progettato da Antonio da Sangallo
il Giovane. Le principali
risorse economiche sono il turismo,
soprattutto d'arte, e una discreta
agricoltura (olivicoltura,
ortofrutticoltura). |
|
|
|