Vinificazione

             
 

             
               
               
               
               
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La vinificazione:
La vinificazione avviene grazie alla complessa azione di alcuni lieviti, presenti in genere sulla buccia degli acini, che trasformano lo zucchero in alcool, provocando la cosiddetta fermentazione alcolica. I processi chimici che intervengono durante questa fase sono complessi e molteplici e sebbene essi avvengano in maniera spontanea dopo la spremitura, generalmente vengono aggiunti al mosto alcuni lieviti selezionati che garantiscano uno svolgimento ottimale di tutto il processo fermentativo.
Le tecniche di vinificazione maggiormente utilizzate sono due: con o senza macerazione. Con macerazione significa che non vengono eliminate le bucce nei primi giorni in cui il mosto comincia a fermentare, questa tecnica è usata soprattutto per i rossi ed è denominata vinificazione in rosso. Senza macerazione, detta in bianco, quando vengono eliminate le bucce prima della fermentazione, questa tecnica è usata per i vini bianchi ed è denominata vinificazione in bianco.

             
La vinificazione in Rosso:
La vinificazione in rosso dona il colore al vino oltre che i tannini e gli aromi. Se ciò avvenisse per i vini bianchi , inizialmente risulterebbero più aromatici ma passerebbe in soluzione un eccesso di sostanza colorante, un eccesso di tannini e soprattutto delle sostanze ossidabili.Ne conseguirebbe una maggiore facilità all'ossidazione del vino, gli aromi si perderebbero in breve tempo e la vita organolettica diminuirebbe. L'uva portata in cantina viene prima diraspata, in quanto i raspi rendono il gusto astringente e diluiscono la concentrazione di colore, poi pigiata.Più tempo le bucce restano a contatto con il mosto, maggiore sarà l'intensità di colore del vino. Generalmente questo tempo oscilla da un minimo di 4/5 giorni per i rossi più leggeri, fino a un massimo 3/4 settimane per i rossi più tannici e concentrati.
Il mosto viene messo a fermentare all'interno di vasi e ad una temperatura controllata di circa 18°-20° mediante dei refrigeratori (se la temperatura superasse i 37 gradi la fermentazione alcolica cesserebbe). La temperatura del mosto nella fermentazione delle uve rosse deve aggirarsi intorno ai 26°.I gas che si sviluppano portano in superficie le bucce che devono essere spinte di tanto in tanto in basso per ossigenare i lieviti e rimescolare le masse per una perfetta riuscita. Alcuni tini sono dotati di una barriera ad una certa altezza per le bucce in modo che non salgano oltre un certo livello e rimangano sempre immerse nel mosto. Dopo alcuni giorni di fermentazione gli zuccheri vengono tutti trasformati in alcool e il processo si completa. Terminato questo tempo, le parti solide vengono tolte dal mosto, o sgrondate, e torchiate. La torchiatura produce un mosto molto tannico e colorato che spesso viene vinificato a parte e aggiunto al vino fiore in quantità calibrata per dargli spessore.
             

La vinificazione in Bianco:
Rispetto alla vinificazione in rosso, quella in bianco differisce principalmente per il fatto che le parti solide, o vinacce, dell'uva non  vengono lasciate in macerazione con il mosto. In questo modo il vino non si carica di tannini e sostanze coloranti. A questo scopo possono venire impiegate pigiatrici molto sofisticate con membrane a camera d'aria che schiacciano l'uva con estrema delicatezza, e fanno in modo che le parti solide non cadano nella vasca insieme al mosto. Le vinacce vengono subito torchiate con pressione calibrata, e il risultato della torchiatura può essere aggiunto, tutto o in parte, al resto del mosto. La quasi totale mancanza di tannini rende il mosto bianco particolarmente delicato e bisognoso di attenzioni.
La vinificazione in bianco può essere eseguita anche con uve scure: il Pinot Nero, per esempio, è una varietà usata spesso per produrre vini bianchi.

A volte, per ottenere vini bianchi di maggiore struttura, si pratica una breve macerazione delle vinacce insieme al mosto.

             

La vinificazione in Rosato:
Le uve più adatte a questa tecnica sono uve rosse ma poco pigmentate, e contengono in genere pochi tannini nelle bucce. Il Pinot grigio, il più delle volte utilizzato per produrre vini bianchi, può dare ottimi risultati.
La tipica colorazione di questi vini si ottiene attraverso la vinificazione in bianco d’uve rosse realizzando una vinificazione in cui solo una parte ridotta delle uve subisce la macerazione. Il risultato finale potrà quindi avere un colore più o meno intenso a seconda del tempo di macerazione. Si distinguono i chiaretti, più simili ai vini rossi, e i cerasuoli più simili ai vini bianchi. In ogni caso il rosato non è adatto all’invecchiamento, poiché verrebbero attenuate le sue caratteristiche di colore, aroma e profumo.

             
La macerazione carbonica:
La macerazione carbonica , dove l'uva viene inserita in un contenitore per circa 15 giorni al contempo viene insufflata anidride carbonica, successivamente viene fatta fermentare per 2 o 3 giorni e pochi giorni dopo il vino è pronto per la commercializzazione, questa tecnica è usata per ottenere il vino novello.
             
La vinificazione di vini spumanti:
Dopo aver selezionato la cuvée, per agevolare lo svilppo di anidride carbonica e rendere effervescente il vino, vengono aggiunti dei lieviti selezionati e sciroppo zuccherino, o liqueur de tirage. La fermentazione alcolica dello zucchero e il conseguente sviluppo di anidride carbonica possono essere ottenuti con due procedimenti diversi: il metodo classico è il metodo Champenois, con rifermentazione in bottiglia; un sistema alternativo a livello industriale è quello chiamato Charmat che prevede la rifermentazione in grandi recipienti chiusi. Il vino deve fermentare per un periodo che va da un mese a sei mesi e, una volta giunta a compimento la rifermentazione, o presa di spuma, può essere lasciato invecchiare, fino a un massimo di tre anni per i millesimati.
             
metodo Champenois:
Il tradizionale metodo Champenois viene fatto risalire alla nuova tecnica di vinificazione introdotta dal monaco benedettino Dom Pérignon alla fine del XVII secolo. Con questo metodo la seconda fermentazione avviene interamente in bottiglie che vengono chiuse con tappi a corona metallici e messe in rastrelliere dette pupitre, in posizione orizzontale. Le bottiglie vengono lasciate per un periodo di circa sei mesi in ambienti ben arieggiati e bui, in alcuni casi in grotte artificiali. Per eliminare i depositi prodotti dai lieviti, alla 'presa di spuma' segue la fase del remuage: le bottiglie, accatastate sulle rastrelliere in posizione inclinata verso il basso, vengono ruotate periodicamente e risistemate in posizione sempre più inclinata, con la testa verso il basso, per favorire la discesa dei lieviti verso il tappo a corona. Alla fine di questo processo con il degorgement, o sboccatura, si elimina il deposito raccolto sul tappo. Le bottiglie devono quindi essere rabboccate con miscele di vini di zone ed annate diverse, la cui composizione esatta è gelosamente custodita da ogni singolo produttore. A questo punto, la bottiglia viene tappata con l'inconfondibile tappo a fungo ed è pronta per essere venduta e bevuta
             
metodo Charmat:
Questo metodo di spumantizzazione prevede che la rifermentazione, o 'presa di spuma', avvenga in tini oppure in grandi autoclavi chiuse a pressione, a temperatura controllata tra i 14 e i 18°C. Il metodo Charmat, introdotto nella produzione industriale agli inizi del '900, permette un notevole risparmio dei costi di produzione, con minor impiego di manodopera. Naturalmente la resa qualitativa non è la stessa dello Champenois ma anche il costo rimane coerente.
             
 
 

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