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Regione Umbria : Itinerari Turistici |
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L'ARTE RINASCIMENTALE (Montefalco, Spoleto, Orvieto, Perugia, Spello) |
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In Umbria è possibile ammirare alcuni capolavori assoluti della pittura italiana quattro - cinquecentesca, vi proponiamo qui un piccolo panorama artistico attraverso le città di Montefalco, Spoleto, Orvieto, Perugia e Spello |
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| Montefalco |
A
Montefalco, nel 1452, il guardiano del convento francescano Fra Jacopo
chiamò il pittore fiorentino Benozzo Bozzoli per la decorazione
dell’abside della chiesa di San Francesco. Soggetto del ciclo di
affreschi è La vita di San Francesco, illustrata in dodici
episodi disposti in tre registri sovrapposti ed eseguiti con uno stile
ricco di influssi giotteschi. Proprio agli affreschi di Giotto ad Assisi
sembrano infatti ispirarsi le scene della Cacciata dei diavoli da Arezzo
e il Sogno di Innocenzo III. |
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Spoleto |
A Spoleto lasciò invece il suo ultimo lavoro un altro grande artista fiorentino: Filippo Lippi. Nel 1467 l’Opera del Duomo di Spoleto, su consiglio di Cosimo dei Medici, affidò all’ormai vecchio Filippo la decorazione dell’abside del Duomo, con Storie della Vergine (nel tamburo: Annunciazione, Transito della Vergine e Natività; nel catino: Incoronazione di Maria). Quando Filippo Lippi morì nel 1469, il grandioso ciclo di affreschi non era ancora terminato e i suoi collaboratori, tra cui Fra Diamante e Pier Matteo d’Amelia, finirono la scena della Natività. |
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Orvieto |
Lo scadere del XV sec. Vide il cortonese Luca Signorelli impegnato nella decorazione della Cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto, appena iniziata nella volta dal Beato Angelico e Benozzo Bozzoli cinquant’anni prima. Capolavoro dell’arte di tutti i tempi, gli affreschi orvietani ruotano intorno al tema apocalittico della fine del mondo, incentrato sulle vaste rappresentazioni della Predica dell’Anticristo, del Finimondo, della Resurrezione della carne, del Giudizio Universale, dell’Inferno. Bellissima e giustamente famosa è la scena della Resurrezione della carne nella quale i corpi umani sono resi con una forza ed energia tali da far pensare che lo stesso Michelangelo, per la realizzazione della Cappella Sistina, abbia avuto presente gli affreschi del Signorelli. |
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Perugia |
Negli
stessi anni a Perugia aveva fatto ritorno Pietro Perugino
incaricato dal Collegio del Cambio di lavorare agli affreschi
della Sala delle Udienze, una delle stanze facenti parte della sede
cittadina della potente corporazione dei cambiavalute ed oggetto, tra il
1491 e il 1500, di un vasto intervento decorativo. |
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Spello |
A Spello, infine, nel 1501, Bernardino di Betto detto il Pinturicchio venne ingaggiato da Troilo Baglioni per decorare la cappella di famiglia (detta anche Cappella Bella) nella Chiesa di Santa Maria maggiore. Gli affreschi, che rappresentano nelle pareti L’Annunciazione, La Natività e il Cristo tra i Dottori e, nelle volte, le quattro Sibille, sono tra gli esiti più felici del pittore perugino |
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